Un morto che aspettavo
Ci sono dei giallisti che scrivono: «La ragazza avanzava guardinga, presaga di quanto stava per accaderle »... E ce ne sono altri che descrivono lo stessa scena così: «La ragazza veniva avanti lo stesso, anche se una voce dentro di lei ripeteva: «Maggie, lo sai che hai un bel fegato a fidarti di quel mascalzone? Battitela, finché puoi...». Siete liberi di preferire lo prima forma alla seconda. Però, se il tono narrativo di un romanzo è spigliato, lo si legge più volentieri. L'autore che vi presentiamo questa settimana ha la rarissima dote di saper condire la sua vicenda gialla con annotazioni, con «pennellate» sapide, gustose, d'un umorismo quasi inavvertibile. E' una storia moderna, drammatica, misteriosa, e persino un po' scanzonata. Ve ne
accorgerete subito, non appena incontrerete Dennis, nella redazione del suo giornale di provincia, alle prese con la morte di un multimilionario che schizza sospetti. atroci su tutti, rendendo frenetico il bisogno di scoprirne l'assassino. Soluzione che sarà spasmodicamente attesa anche da quei lettori che diffidano (a torto) degli autori nuovi.
