Segregazione

Stato: 
Archivio
Codice: L019741
Autore: 
Brian W. ALDISS (Aut)
Lella POLLINI (Tra)
Duccio ALESSANDRI (Cop)
Editore: 
LA TRIBUNA
Collana: 
Galassia
Num.: 
031
Descrizione: 

Cari amici, qualche lettore mi ha chiesto se io ho un fatto personale nei confronti dei mostri, dal momento che avrei proibito loro severamente l'accesso a Galassia. Ecco, non ho nessuna prevenzione generica contro questa rispettabile categoria di personaggi fantascientifici (anche perché non vorrei trovarmi a discutere con i loro... rappresentanti sindacali), ma sono convinta che troppo spesso i vari babau sono orripilanti soltanto nelle intenzioni dei loro creatori e finiscono per diventare, anziché tremendi, soltanto ridicoli. Potrei citare dozzine di esempi, ma forse non sarebbe fair-play. Qualche volta è l'autore stesso che, con intelligenza e cattiveria, si incarica di ridicolizzare deliberatamente i propri mostri: avete presente, per fare un esempio a caso, l'orribile essere gigantesco che in Visita allo zoo di Knight ballonzola goffamente per le vie di Berlino, al cenno del padrone, per guadagnarsi qualche monetina? Molto più spesso, purtroppo, i poveri mostri naufragano nel ridicolo involontariamente e allora sono guai seri. Quindi la mia risposta è "d'accordo per i mostri, purché siano fabbricati con intelligenza". Ed eccovi, a questo proposito, il primo dei due romanzi brevi di Brian W. Aldiss che troverete in questo fascicolo: l'ho scelto proprio per colmare questa lacuna, se di una lacuna si tratta. Vi incontrerete infatti orrori in serie, e le teste-di-caimano e gli scarabei che nidificano nel corpo dei viventi sono inferiori di dimensioni ma non certo di terribilità rispetto a certi dinosauri ed a certi polipi giganti che purtroppo conosciamo un po' tutti; sono meno clamorosi, ma molto più sottili e attanaglianti. Aldiss ha un gusto "nero", quando vuole, da far concorrenza a qualsiasi specialista del genere e in Segregazione si è sbizzarrito a suo capriccio, ben deciso a fabbricare uno short novel caratterizzato da un "orrore per adulti", senza lesinare quelle doti dl efficacia e di suggestione che gli hanno valso il Premio Hugo 1962. Se un rimprovero gli si può rivolgere, è di non aver avuto misericordia del sistema nervoso dei suoi lettori. Completamente diverso, ma non meno "adulto" ed a suo modo spietato, il secondo romanzo breve, Base per negoziati, appartenente alle migliori tradizioni della satira sociologica, un genere che è pure congeniale alla rivelazione Aldiss. Ted Carneil ha citato, a questo proposito, tanto 1984 di Orwell quanto il notissimo When the kissing had to stop. Mi auguro che questo "dittico" di Aldiss possa ottenere lo stesso plebiscito di approvazione che accolse il "dittico" di Struttura anomala qualche mese fa. Sinceramente, Aldiss se lo merita. Le previsioni relative al prossimo numero... le salto, dal momento che per agosto è in programma una sorpresa in fase di concretamento. Però non è neppure escluso che ricompaia il massimo autore sovietico, Ivan Efremov, con un romanzo episodico piacevolmente compromesso con la fantasia e ricco di magnifici e desolati paesaggi siberiani (non è Navi di stelle, che è già apparso in Italia, ad ogni modo). Questo romanzo concluderà, almeno per il momento, il "ciclo russo" di Galassia. Un particolare che vi prego di voler notare - poiché è un argomento su cui si scatenano furibonde polemiche, in questi tempi - è l'indicazione a pagina due del fascicolo: come vedete, c'è la dicitura "traduzione integrale" che per l'avvenire garantirà regolarmente l'integrità della produzione galattica da qualsiasi mutilazione, salvo quelle, del resto minime, che dovessero venire imposte in qualche caso da ragioni morali nei confronti di qualche passo particolarmente azzardato o scabroso. Posso promettervi solennemente che quando capiterà un romanzo più lungo del normale, si ricorrerà a caratteri tipografici più piccoli (espediente del resto già adottato con Le amazzoni di Avtinid e Missione su Jaimec) oppure si aumenterà il numero delle pagine. Contenti? Nel consueto giro d'orizzonte, possiamo constatare che, come al solito, l'estate intensifica l'attività fantascientifica. L'antologia di romanzi Silverberg-Vance-Knight-Simak che rappresenta il biglietto da visita dello Science Fiction Book Club è in viaggio verso i nuovi soci: un minimo di pazienza, per favore, le richieste vengono esaudite in ordine di precedenza. Lo spionaggio e il controspionaggio sono in attività frenetica allo scopo di assicurare una infornata di materiale per buongustai evitando pericolose interferenze gioviane, selenite o marziane; le linotypes e le macchine da stampa sprizzano scintille fantascientifiche, i progetti continuano a prosperare rigogliosi un po' dappertutto, in Italia. Evidentemente, oltre al boom del miracolo economico, sulla nostra penisola tira anche aria di miracolo fantascientifico. Naturalmente è ancora valida per i ritardatari l'offerta dello Science Fiction Book Club e, se non l'avete fatto, compilate e spedite subito la cartolina apparsa nei fascicoli di Galaxy e Galassia del mese di giugno.
ROBERTA RAMBELLI
Guerra finale
Il maggiore pregio di questa raccolta di racconti è la sua assoluta originalità. Lo stile è insolito, vivido e brillante, con immagini inconsueta non sempre immediatamente percepibili, decisamente al di fuori dai canoni della science-fiction americana e inglese, o meglio al di fuori dai canoni classici, perché basterebbe fare un raffronto tra questi racconti e la nuova narrativa inglese, quella che compare su New Worlds, tanto per intenderci, per scoprire un nuovo filone fantascientifico-letterario che non è più appannaggio esclusivo di qualche isolato autore. Mentre però nel caso degli autori inglesi si hanno per il momento ancora troppi autori che si limitano ad imitare il loro grande maestro Ballard, ma c'è qualche, eccezione come l'ottimo Thomas Disch, O'Donnell non imita nessuno, è alla testa, non alla coda della sua corrente. Una raccolta di racconti come la presente non sarebbe mai stata pubblicata solo dieci anni fa, e tanto meno dalla Ace Books, la casa americana che più strettamente si attiene ai canoni classici, ma oggi i tempi sono mutati, si è sentita l'esigenza di racconti diversi, impressionistici direi, ed. ecco allora questo libro eccezionale che tenta un'autentica rivoluzione nella stilistica della science-fiction. Un altro aspetto che colpisce immediatamente in questo libro è la presenza insistente e ricorrente di un sottofondo politico più o meno scoperto. Anche questa può essere considerata un'innovazione piuttosto recente. Prova della bontà di questi testi è che il romanzo breve che dà il titolo alla raccolta è stato in lizza per il premio Nebula, che viene assegnato dagli autori di sf all'opera giudicata da loro migliore nell'annata, ed è stato vicinissimo ad agguantarlo. Un risultato eccezionale se si considera che l'autore non è certo dei più noti in questo campo, perché la dozzina di libri che ha finora scritti non rientrano nella sf. Non ci resta che augurare a K.M. O'Donnell di intensificare ancora di più la sua produzione per dare a noi nuovi gioielli e cercare di portarsi via la prossima volta il Premio Nebula che già gli sarebbe spettato fin d'ora.

Cancro 2000
"Giorno verrà…", e magari sarà proprio quello di Cancro 2000. Speriamo di no, ma nel frattempo conviene prepararci con la lettura di questo romanzo. Gonner Jones è un autore, nuovo, ma non certo da trascurare. Il critico dell' "Observer" lo ha paragonato al Ray Bradbury di Fahrenheit 451 e, a parte l'ineguagliabile stile immaginifico del grande Ray, non ha tutta i torti Anche per Jones la cultura è morta, ed in maniera ancora più definitiva: non ci sono i pompieri distruttori di libri, come in Bradbury, perché di libri non ce sono praticamente più. La popolazione, è completamente sotto controllo, mentale e fisico, ed i pochi resistenti vengo spietatamente cacciati dalla polizia di stato. Anche per Jones, come per Bradbury, la speranza è solo una fiammella tenue, ma inestinguibile. Ed anche Jones crea un'indimenticabile figura da antieroe estremamente umano nelle sue debolezze, nelle sue crisi e nelle sue puntigliose ribellioni, che lo portano ad una grandezza non desiderata e da lui stesso considerata equivoca. In più, Jones non si lascia sfuggire l'occasione di lanciare sassi, a volte addirittura macigni, in tutte le finestre inglesi più in vista. Nessuno si salva: la monarchia, la nobiltà, la tanto decantata democrazia britannica, la pruderie ipocrita. E' un'ulteriore conferma della vena della SF inglese, che, non dimentichiamolo, ha prodotto, a parte il recente discusso e discutibile Ballard, scrittori del calibro di Clarlk e Aldiss, solo per citarne alcuni. Vorrei aggiungere per concludere e per rendere giustizia a certe deliziose sfumature dell'Autore, parzialmente inapprezzabili dal lettore italiano, due annotazioni: nel testo originale c'è un intraducibile gioco di parole tra Domesday (il Giorno della Volta) e "Doomsday" (il Giorno del Giudizio Universale); inoltre, il tono degli opuscoli, che il protagonista legge nella biblioteca sotterranea, è una garbata quanto mordente satira dello stile declamatorio degli improvvisati oratori domenicali allo Speaker's corner di Hyde Park, a Londra.

Edizione: 
prima
LEM: 
5.25
Condizioni: 
copertina morbida ottimo.
Categoria: 
FANTASCIENZA
Dimensioni: 
184 x 124
Peso: 106 g
Novità: 
23 Dic
Prezzo: 6,00€
Sconto: 
30%