L'occhio del gatto
Il male, tutto il male del mondo, le guerre, l'odio, la crudeltà, sta racchiuso nelle bobine dei reportages cinematografici che Marcello ha girato nei vari continenti, in « qualità di testimone professionale oltre che morale ». E il male colpisce anche lui come individuo, quando Giulia, la moglie, lo lascia per un altro, portandosi vìa i figli. A Marcello resta una sola arma per combattere il male dilagante, per punirlo: l'ironia - la stessa che vede rispecchiata negli occhi del suo gatto -, una distaccata ma profonda conoscenza degli uomini, dei loro inganni, debolezze e malvagità. Come un veleno mortale, la sua ironia corroderà pian piano Giulia e « l'uomo di Giulia », metterà a nudo la loro infinita e ridicola miseria: e a questo punto, compiuta la sua vendetta, Marcello potrà scomparire verso il mistero che lo chiama, perché non è lecito, ai testimoni del male, sopravvivere. È un romanzo che incide con violenza espressionistica, con rapide e squarciane illuminazioni, una materia dolorosa e drammatica, un problema centrale dell'uomo contemporaneo.





