In compagnia della morte
Un certo tipo di aspirante suicida suscita quasi sempre una reazione di incredulità, addirittura di fastidio, perché viene considerato un esibizionista. La vicenda, che June Drummond descrive con fine intuito psicologico, più che emblematica, o rassicurante, è sconvolgente proprio quando ci mostra coscienze risolute, ancorate ad un prestigio sociale che pretende consensi nei segni visibili, non tanto del benessere, ma del denaro in quanto tale. Ed ecco, la massiccia costruzione dei Grandi magazizni Kuper's, simbolo dell'efficienza, de « gli affari sono affari ». E su un balcone del decimo piano, ecco Ella Rannault, una fragile ragazza sconvolta e nello stesso tempo lucida, che minaccia di uccidersi buttandosi giù. Le sue parole, sconnesse e reiterate in un'accelerazione costante del pensiero, forse rincorrono immagini che la coscienza rifiuta. E il nome « David », sussurrato con delicata partecipazione, indica che la ragazza ama. Quanto sinceramente è facile immaginarlo. Allora, è per questo che vuole uccidersi? Banale delusione d'amore?
« Un posto dove bere il silenzio! » Un posto, cioè, dove la sincerità disintegri la parola e con essa la menzogna.
