Le follie di Eta Beta
Pluigi Psalomone Pcalibano Psallustio Psemiramide, detto ETA BETA per semplificazione, compare sul nostro pianeta, anzi proprio dentro le viscere della terra, all'alba del 13 ottobre del 2447. Ha la testa come una pera, i capelli come piume piantate sul cocuzzolo, i piedi che sembrano due zoccoli e mani tipo guantoni da boxe; ai raggi risulta senz'ossa e non lascia ombra dietro di sé: è un «coso», una «creatura», una «bestia» così strana che per chi sia dotato di ragione (leggi PIPPO) non esiste nemmeno. Eppure mangia (bottoni, ferri battuti, scatolette, piume di piccione, palline di naftalina), dorme (su un pomo del letto), soffre il solletico, piange (a dirotto), morde (Pluto), ha la nausea (del pollo e del denaro), annusa i pericoli, inventa macchine e prevede il futuro, ma sopratutto legge i fumetti (alla rovescia, naturalmente): è l'uomo dell'avvenire, il campione della posterità, il Punto Omega (W) dell'EVOLUZIONE.
