Dissolvenza al nero
Roma, novembre 1947. Un aereo atterra sulla pista di Ciampino. A bordo c'è Orson Welles, un genio del ci¬nema, che si appresta in termini più modesti, a interpretare il ruolo del leggendario Cagliostro nella prima grande produzione realizzata dagli americani in Italia nel dopoguerra. Welles è in fuga da molte cose: dai creditori, dai maccartista dall'odio dell'establishment hollywoodiano, da una vita sentimentale piena di delusioni, compreso il recente divorzio da Rita Hayworth. Ma subito lo attendono altri guai: la morte accidentale di una comparsa durante le prime riprese lo catapulta in una ragnatela di delitti e di intrighi in cui - proprio lui che ha il culto delle illusioni - non riesce più a distinguere la realtà dal sogno, la verità dalla menzogna. La scena, in quel torpido inverno romano, in una Venezia incantata e segreta, nella pineta maledetta di Tombolo, in giro per un'Italia sospesa tra vecchio e nuovo, si popola di prelati corrotti, di morfinomani iscritti al pei, di dive decadute, di gangster pittoreschi, di milionari ambigui, di investigatori problematici, di poliziotti trucidi, di spie di ogni genere. Ad anonimi interlocutori, complici o avversari, si accompagnano nella finzione personaggi ben noti per altri meriti o demeriti: da Lucky Luciano a Palmiro Togliatti, da Federico Fellini a Giulio Andreotti, e soprattutto lei, l'amore eternamente rincorso e rimandato, l'attrice Lea Padovani. A mezza via tra una perfetta atmosfera da noir e una sorprendente ricostruzione storica, tra uno scatenato feuilleton e una malinconica riflessione sull'esistenza e sull'arte, Dissolvenza al nero - un titolo che strizza l'occhio al cinema, al « genere », ma possiede anche una valenza metaforica -inanella un colpo di scena dietro l'altro sino all'imprevedibile conclusione che si svolge all'ombra delle fatali elezioni del 18 aprile 1948. Al lettore, oltre tutto, il divertente e appassionante compito di distinguere la verità dalla finzione o magari di coniugare la lezione del passato con quella del presente...



