Il caldèras
Il mondo degli zingari, la complessità e la "precarietà" delle loro relazioni sociali, le difficoltà di comprenderne fino in fondo il modus vivendi, visti "dall'interno", da uno scrittore d'eccezione, che possiede strumenti e capacità narrative non comuni, che affabulano e catturano. E' la vicenda umana del calderaio Sendal che, rimasto orfano dei genitori a causa di un avvelenamento, è costretto a fuggire e a spostarsi continuamente da un posto all'altro, insieme al nonno Vissalòm che lo prende con sé nel suo carrozzone, divenendo un girovago nelle zone del fronte (soprattutto in Veneto), durante la Prima Guerra Mondiale. Gradualmente, però, nel giovane protagonista matura una progressiva metamorfosi che lo conduce ad amare lo studio e a riconoscersi nella gente comune - i sedentari o gagè come vengono chiamati nel libro - e persino a innamorarsi di Tereza, una stanziale, che è lontana dalla sua mentalità e dalla sua cultura. Un romanzo tenero, una storia d'amore e di sofferenza che appassiona. Un finale agrodolce.



