I peccatori delle Antille
E' chiaro che per Edward S. Aarons la creatura umana si rivela per ciò che è, effettivamente, quando si trova al cospetto della Natura, nelle sue manifestazioni più terrificanti, quando si trova, per esempio, in un mare scatenato, in un fortunale improvviso di quelli che stroncano l'albero di maestra, stracciano le vele, lasciano il navigante in balia di se stesso di fronte alla morte, lontano dalla Terra e da tutta l'incastellatura di llusoria sicurezza che si è costruito con la sua civiltà. In "I peccatori delle Antille" lo schooner Pan è sorpreso da una spaventosa tempesta nei Caraibi. A bordo, due coppie: Donegal e la moglie Clarice; Max e la moglie Anne. Lo schooner è in avaria, disalberato, e la bufera, oltre alle vele, ha strappato dai volti le maschere della convenzione sociale, mettendo a nudo, col terrore, le passioni primitive mai sopite. Ed ecco finalmente un porto dove rifugiarsi, ma l'approdo sarà peggio di un naufragio. Scossi nel fisico e nel morale i quattro si trovano coinvolti in una straordinaria avventura, tra gente decisa a tutto e capace di tutto. Sarà una lotta tremenda, una lotta per la vita. Ma chi riuscirà a sopravvivere? Ancora una volta, sarà il mare a decidere
