Dopo la prima vittima
Bagliori rossastri, buio, ancora bagliori, ancora una voragine nera. Il risveglio. L'incubo. Sì, certo, non può essere che un incubo: il pavimento come un mare di sangue, la ragazza con la gola tagliata, la squallida stanza d'albergo. Una scena che ho già vissuto molti anni fa. Un altro mare di sangue, un'altra ragazza, un'altra stanza altrettanto squallida... Poi la prigione, lunghe notti di prigione,
poi ancora la libertà, una libertà inutile, tesa a cercare qualcosa, una ragione di vita, un taglio netto col passato. E ora, di nuovo, tutto questo. Eppure non è un incubo. Il sangue è ancora caldo e viscido, i miei vestiti sono là, sulla sedia, chiazzati di rosso. Devo uscire di qui, ricordare... Ma ricordare è difficile. O forse non voglio? Nel buio della memoria si apre uno squarcio... Un altro... E vedo una mano. Non la mia. La mano che stringe il coltello è la mano d'un altro. Dell'assassino. Questa è la seconda vittima. Devo risalire alla prima, se voglio chiarire in me, e per gli altri, ciò che è realmente successo. Dopo la prima vittima...
Dopo la prima vittima
Titolo originale: After the first death
Traduzione di Laura Gmmaldi
Copertina di Carlo Jacono
© 1969 by Lawrence Block
© 1970 Arnoldo Mondadori Editore
Varietà a pagina 130
La rivista di Ellery Queen n. 174 a pagina 146
