Morte di un ipnotista
Tempo fa, qualcuno che non aveva mai letto un poliziesco ci domandò: "Ma scusate, i gialli non sono tutti uguali?" "Nossignore, il crimine è come un brillante: ogni volta che lo si rigira, se ne scopre una faccetta nuova." Prendete, ad esempio, questo romanzo di Carolyn Weston; ha un avvio che sembra preludere a una storia di routine: la vecchia governante che torna a casa e trova il padrone morto, col cranio fracassato. Ordinaria amministrazione? A mano a mano che il racconto procede, ci accorgiamo che non è così. Un assassinio cambia aspetto a seconda della personalità della vittima, a seconda dell'ambiente in cui viene perpetrato. E già, questo ipnotista dongiovanni che praticava la psicanalisi tentando il ricupero dei tossico-dipendenti con la terapia di gruppo è un personaggio che ci mette in curiosità. Chi mai l'ha voluto morto? Uno dei suoi "pazienti"? E chi può aver manomesso i preziosi nastri magnetici del "dottore"? L'arma del delitto è una statuetta di bronzo; peserà cinque o sei chili. "È possibile che sia stata una donna a uccidere?" Ed ecco Casey Kellog e AI Krug, una coppia inedita di poliziotti, che lavorano senza tregua, annaspano e non riescono a far miracoli, sicché dovranno aspettare che l'inafferrabile tenti di fare altre vittime.
