Il ritratto di Elsa Greer
"La maggior parte dei suoi intrighi, la Christie confessa che se li covava nella vasca da bagno. Consegnava generalmente a marzo un manoscritto finito. Poi, riposato un poco, quando pensava di dover produrre il secondo libro dell'anno, scelto un tema o perlomeno la sua traccia, si metteva nell'acqua bollente a maturare. Quella della Christie è una fantasia lenta, e controllata. E così certamente i bagni erano lunghi, o ce ne voleva una intera serie, non lo sappiamo. Ma la vediamo comunque, corta e grassoccia e arrossata dal vapore, rimuginare minuziose complicità con se stessa, trucchetti per gli affezionati lettori. Nel 1942-43 fu la volta de Il ritratto di Elsa Greer (nell'originale Five little pigs, cinque porcellini) ed erano anni di guerra e tra i più duri per giunta, bombe e battaglie da tutte le parti: Ma nel calmo benessere della vasca la Signora decise di ignorare ancora ogni estranea realtà e seguitare invece a galleggiare torpidamente in torpidi tempi migliori. Rispedì così indietro Poirot ad investigare su un delitto di sedici anni prima, 1927. Era un modo per rimanere se stessa, con i suoi soliti personaggi campestri, le loro lente ruminazioni di inesplicabili eventi. Era la puntuale fornitura - anche in mezzo alle difficoltà ed angosce - di un prodotto garantito fedele. Ma leggerlo adesso sembra anche, con incredibile e improbabile anticipo, un esercizio di inquieta bravura alla Rasho-mon…"
