Romani go home
V secolo dopo Cristo: Roma, con un grosso sospiro di sollievo, "libera" la Britannia, non essendo più in grado di sostenere l'onere del suo troppo vasto Impero coloniale; la Britannia piomba nel caos e cade, o si precipita, tra le braccia dei sassoni che non tardano a trasformarsi in nuovi colonizzatori. Esaminando questi scarni fatti storici, Adam Fergusson, giornalista scozzese al suo primo e magistrale romanzo, si è chiesto se non esista una certa analogia, del tutto casuale come è di prammatica, tra la Roma del V secolo e l'Inghilterra ( o l'America, o forse la Russia?) del XX. Su questa pungente attualizzazione delle vicende storiche, Fergusson ha costruito un romanzo che si legge tutto di un fiato. Aiutato dalla estrema scarsità di notizie precise sulla Britannia del V secolo, sprovvisto di qualsiasi timore reverenziale, Fergusson ha allegramente manipolato i dati storici perché rispondessero meglio al suo scopo: costruire un romanzo la cui vicenda e i cui personaggi fossero perfettamente validi in se stessi, ma la cui passata realtà storica valesse a mostrare in filigrana, con un'ironia che non risparmia i colpi ma che non è scevra da autentica comprensione, la realtà storica di oggi. Lo scopo è stato felicemente raggiunto.



