Uomo senza domani
Come può uno straccione affamato, dagli occhi infossati, spiritati, assenti, essere un vero avvocato? E perché è naufragato proprio a San Francisco? Che cosa c'è dietro quel cervello che non ragiona, che gira a vuoto? Un dramma terribile, una tragedia familiare? No. La mediocrità. Solo la mediocrità di una vita tirata con i denti, combattuta nel grigio dei sobborghi senza sole, dove vivono sciami di immigrati polacchi, tedeschi, italiani e così via. E Nathanael Liedenski è proprio un immigrato, polacco. Ed è avvocato; ma questo titolo non gli è servito a niente. Niente può innalzare un mediocre dalla mediocrità. Ed ecco il perché del suo "naufragio" a San Francisco, la città che gli americani scelgono per suicidarsi. E Nathanael Liedenski vuole solo vedere il Golden Gate, la favolosa Porta d'Oro che si spalanca sul misterioso Oriente, e poi morire. Ma c'è una mano che lo trattiene. Per salvarlo o per spingerlo verso una dannazione peggiore della morte? Liedenski sarà costretto a rivestire ancora una volta la toga d'avvocato che aveva buttato alle ortiche e a difendere una causa dalla quale dipende la sua libertà di morire. Ma vuole ancora morire?
Titolo del libro: Uomo senza domani Titolo originale: La porte d'or Traduzione di Gianni Rizzoni Copertina di Carlo Jacono © 1967 Librairie Arthème Fayard © 1969 Arnoldo Mondadori Editore
Varietà
« Bersaglio Mobile » a pagina 140;
« In biblioteca » a pagina 142; « L'angolo del legale
pagina 143; « Bianco, Nero & Giallo »
a pagina 144; « Assalto al treno
La rivista di Ellery Queen n. 158
« Getta la maschera, Lionel! » di Berkeley Mather a pagina 155.
