Un uomo senza amici
Mi chiamo Marcus Wayne e mi considero un uomo arrivato. Sì, « arrivato » è la parola giusta (sapete, ci tengo a esprimermi correttamente, perché tra l'altro mi picco di essere anche un filologo). Arrivato da una infanzia misera, da una casa simile a una topaia sovraffollata, da una famiglia composta di madre (una donnina smunta e senza personalità), di padre (un uomo indisponente, squallido, afflitto da autocommiserazione cronica) e fratelli e sorelle a non finire. Non venite a dirmi che le condizioni ambientali della prima infanzia incidono sull'avvenire di una persona; i miei fratelli sono tutti dei falliti, lo no. lo ho un ricco appartamento in un ricco quartiere « bene », guadagno molto più del necessario facendo un mestiere di indubbio livello intellettuale e posso permettermi di scegliere tra una rosa di donnine che farebbero gola a Casanova. Ma io sono Intelligente e sensibile e colto. Checché ne dica l'ispettore Crouch, quella specie di rozzo bestione che la Squadra Omicidi di Londra mantiene a spese di noi contribuenti. Figuratevi che vorrebbero accollarmi un'accusa di omicidio. A me, Marcus Wayne. Ma gliela faccio vedere io, a quelli.
VARIETÀ'
BERSAGLIO MOBILE pagina 156
L'ANGOLO DEL LEGALE pagina 157
LA RISATACCIA pagina 158
LA RIVISTA DI ELLERY QUEEN Una coppia di classe
di Richard Laymon pagina 160
Titolo originale: A man without friends
Traduzione di Laura Grimaldi
Copertina di Carlo Jacono
© 1970 by Miles Tripp
© 1971 Arnoldo Mondadori Editore
