Don Manuel e le gemelle scomparse
Plinio, capo della polizia municipale di Tomelloso, è in trasferta a Madrid, dove è stato chiamato per un'inchiesta che lo tocca. Sono scomparse due anziane signore, le gemelle Peláez y Correa, figlie del notaio di Tomelloso. Tutti le ricordano lungo gli anni: bambine, vestite uguali, indistinguibili, tanto rosse di capelli da guadagnarsi il soprannome che dà titolo al romanzo; poi fanciulle riservate e ritrose, destinate, non si sa perché, al nubilato; e infine pie dame nella capitale, dedite ad attività caritatevoli. Per iniziare, Plinio esplora l'enorme dimora, fitta di tendaggi pesanti e scopre segni da decifrare: lo «stanzino degli spiriti», nascosto, pieno di manichini a grandezza naturale che riproducono parenti e amici di Tomelloso, una collezione numerosa di bambole, un feto sotto spirito, le tracce di un fidanzato sconosciuto che finì inghiottito dalla Guerra civile, una vecchia pistola. Sono indizi un po' impressionanti che parlano di un'altra vita e infittiscono un mistero che sa di naftalina e di tenebroso dramma carnale. Come solo, appunto, nella Spagna di una volta.
