Il cappotto di Astrakan (su licenza Mondadori)
Al principio degli anni Cinquanta un giovane italiano della provincia Lombarda andò a cercare sulle rive della Senna quella "voglia di vivere" che l'età e l'epoca (si riprendeva a credere nel meglio dopo che l'Europa era stata devastata da una terribile guerra) sembravano pienamente giustificare. Parigi era per lui come una grande promessa. Tutto appariva inatteso, nuovo. Anche Mme Lenormand, la vedova che gli affitta la stanza con quel gattone ostinato che passa la vita sulla sedia in attesa di qualcuno che se n'è andato e forse non tornerà più. È lui, il giovanotto, che ne ha preso il posto. Per questo Mme Lenormand gli vuole bene: perchè gli somiglia, somiglia proprio a suo figlio Maurice. Per questo invece il gatto lo odia: perchè sente che non è lui.
Parigi, una promessa anche nei suoi piccoli misteri. Come nel segreto di Valentine, la ragazza che si spoglia ogni sera dietro al tapparella lasciata socchiusa, mentre per strada è scostante, altera, inafferrabile. Anche Valentine ha perso qualcuno, e il giovane italiano glielo ricorda nel fisico e nel vestire. Soprattutto quel cappotto di astrakan che Mme Lenormand ha voluto imprestargli per ripararlo dai primi freddi... Così due donne, all'insaputa l'una dell'altra, vogliono legarlo a sè in una favola incredibile che sembra non volersi mai smentire.
Quando per un evento traumatico, la realtà tornerà ad avere il sopravvento, la favola apparirà come intrusione insostenibile in una vita tornata a languire nelle quiete speranze d'ogni giorno.



