Il matrimonio permanente
Quando Blondie venne al mondo, l'8 settembre 1930, era una contraddizione, per il momento: una ragazza sventata ma con la testa a posto. La contraddizione, comunque, era destinata a sciogliersi presto, nel corso di una tesa, patetica, ilare storia d'amore (Il Matrimonio permanente!).
Lei, infatti, era Blondie, bella, squattrinata, allegra, indipendente, ma lui era Dag (Dagoberto), non bello, ricco, infelice, più che dipendente.
Dag di cognome faceva Bumstead... I nuovi Bumstead partirono da zero: lui dovette lavorare per mantenere la moglie; e dire che a lui lavorare piaceva talmente poco, ma era il marito, no? Il successo dei Bumstead fu clamoroso. Erano la coppia ideale... una coppia capace di passare attraverso il fuoco di qualsiasi contrarietà, coltivando l'affetto familiare in una serie inesauribile di bisticci.
Blondie e Dagoberto continuarono a bisticciare e a vivere e a diffondersi...
Certo, i Bumstead di Chic Young paiono capaci di superare qualsiasi crisi semplicemente infittendo le loro piccole crisi. Per loro divampa, oggi come quarant'anni fa, un'ossessiva vertenza di cagnolini, cappellini, pisolini, pokerini, bigodini, tegamini, regalini, vestitini, gridolini, dolorini, ecc. Le loro avventure, i loro dissidi, i loro drammi hanno sempre iI diritto al diminuitivo: così, solo così, è questo il probabile insegnamento, si tira avanti. Nel riempire il vuoto della vita dei Bumstead sino a far risultare tale vita piena, anzi congestionata, Chic Young dispiega tutto il suo talento, la sua capacità di conferire al minimo particolare una tensione comica ragguardevole. E il successo dei Bumstead non conosce pause. Blondie è la striscia piu diffusa ovunque, sul palcoscenico internazionale.
(dalla Prefazione di Oreste del Buono a Blondie & Dagoberto, ed. Mondadori)
