Un'altra cosa
Appena sul filo degli episodi esteriori, che incalzano per cerchi concentrici il personaggio e lo scompongono, lo ricompongono, lo combattono e lo definiscono, con questo nuovo romanzo Gianna Manzini affida tutta la sua energia evocativa e analitica alle misure interne di una condizione umana attualissima: quella dello scrittore in Italia, e sul prezzo esorbitante che egli deve pagare per difendere il dono della sua vocazione. Sempre sugli "improvvisi" del ricordo, e della ragione, lo scrittore Riccardo Rossi dipana l'inferno della propria esperienza, partendo dalla provincia, teatro svagato delle sue prime prove letterarie. E ancora l'angustia di una situazione solitaria, petrosa e difficile, eppure accettata con fierezza più che sopportata con rassegnazione. L'immaginazione della Manzini, qui sicuramente riflessa nella più alta maturità, si rinserra senza respiro attorno al protagonista, e per mezzo di un "incanto" morale ed estetico (psicologico e musicale) lo porta al vertice di quelle contrapposizioni, l'ultima delle quali è vita-morte, che i costituiscono la trama segreta e folgorante della Manzini fin dai suoi primissimi racconti.



